IL TRENINO VERDE
La storia di Elini è fortemente legata alla nascita e allo sviluppo della ferrovia in Sardegna.
La stazione ferroviaria, posta al centro del paese lo rende ancora più caratteristico conferendogli un aspetto suggestivo, tipico d’altri tempi. Per anni, il treno, ha rappresentato per gli elinesi e per gli abitanti delle zone interne uno dei pochimezzi di trasporto a motore. Ad esso sono legati ricordi di incontri e, spesso, di partenze per chi, specialmente durante gli anni della grande emigrazione, era costretto a recarsi altrove per cercare lavoro.
Dal 1997 il tratto da Mandas ad Arbatax è stato escluso dalle linee ordinarie ed è stato inserito nel progetto “Trenino Verde”, con l’obbiettivo di valorizzare il treno come attrazione turistica e accesso alternativo alle meraviglie naturali della Sardegna più incontaminata.
NASCITA DELLE FERROVIE IN SARDEGNA
Fu nella seconda metà dell’Ottocento che prese piede l’idea di una linea ferroviaria in Sardegna. L’Isola era, infatti, priva di questo servizio di trasporto. In realtà la nascita delle strade ferrate nell’Isola non fu priva di polemiche ma anche di lotte e sacrifici da parte delle popolazioni locali, dei sindaci, dei consiglieri provinciali e parlamentari sardi dell’epoca.
I primi studi per la sua realizzazione fatti nel 1853 non portarono ad alcun risultato mentre nel gennaio del 1863, il re Vittorio Emmanuele approvò con una legge la concessione delle strade ferrate sarde al Signor Gaetano Semenza di Londra, rappresentante di un gruppo di capitalisti inglesi. Nel febbraio del 1864, inoltre, emanò, tramite decreto la concessione di 200 mila ettari alla Compagnia Reale delle Ferrovie Sarde. La società era stata fondata da Semenza, un commerciante di seta lombardo emigrato e da un gruppo di capitalisti inglesi. La decisione non piacque alle popolazioni locali che si vedevano “depredate” di terreni di uso civico che utilizzavano per il pascolo, l’agricoltura e la raccolta di legnatico. Contadini e pastori erano convinti che il treno avrebbe turbato la quiete delle campagne e disturbato il pascolo del bestiame. Alcuni allevatori inglesi erano convinti che «le mucche per lo spavento provocato dalla vista della carrozza ferroviaria in corsa avrebbero perso il latte!» .
La società inglese iniziò i lavori ma presto dovette rinunciare all’impresa per mancanza della somma necessaria, un milione di sterline.


