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Informazioni storiche

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Fotografia della famiglia di Domenico Pistis, fine OttocentoUn’altra notizia di carattere amministrativo relativa al villaggio elinese la ritroviamo nel VI Componiment del 1358 dove viene indicato il contributo fiscale che le ville dovevano versare annualmente a Berengario Carroz in denaro, frumento e orzo in proporzione alla rendite ed agli abitanti. Ilbono ed Gelui versavano complessivamente L 26. Nel 1363 i Carròs presero il titolo di conti di Quirra. In seguito alla guerra tra il Regno di Arborea e quello di Sardegna il villaggio fece, parte nel periodo compreso tra il 1365 e il 1409, del giudicato arborense. Nel 1383, però, il re di Sardegna «confermò il feudo nominale a Violante Carròs in cambio del servizio Anziano del paese,foto di fine Ottocentodi 20 cavalli “armati” per tre mesi all’anno». Tornato a far parte del Regno di Sardegna, Elini rimase ai Carròs fino a quando nel 1511, dopo la morte di Violante Bertran Carròs, il feudo passò ai Centelles. Nel 1604, questi ultimi ottennero il titolo di Marchesi di Quirra. Nel 1569, troviamo un’altra traccia storica di Elini su una pergamena, conservata nell’Archivio Arcivescovile di Cagliari datata 21 giugno 1569. Si tratta di un' esecutoria spedita dal decano della Sacra Rota agli abitanti di dodici paesi ogliastrini, invitandoli a pagare urgentemente, pena gravi sanzioni, le decime dovute alla mensa cagliaritana. Per la prima volta Elini compare con il suo attuale nome. Nel 1726 dopo una lunga disputa giudiziaria ai català entrarono in possesso del feudo.
Nel 1801, però, quest’ultimo passò nelle mani degli Osorio de la Cueva. Della situazione del villaggio in questi anni ci parla don Tonino Cabizzosu. Egli riporta il resoconto della visita pastorale che l’arcivescovo di cagliari Diego Gregorio Cadello fece in Ogliastra dal 15 aprile al 4 giugno 1800. L’arcivescovo arrivò a Elini il 22 maggio. «Il 22 maggio 1800, l’arcivescovo “marciò” verso la chiesa parrocchiale di Elini, dedicata a San Gavino. A causa della indecenza in cui trovò l’arredamento liturgico, emanò diversi provvedimenti sia sull’arredo come pure sulle strutturee sulla cura animarum, ricordando al rettore le sue disposizioni del 29 giugno eottobre 1799 circa i divorzi, l’abitazione degli sposi, i balli ecc». A giudicare da quanto affermato sullo stato della chiesa, si presume che l’abitato elinese dovesse essere abbastanza povero. Và, inoltre, sottolineato che in quel periodo la chiesa di San Gavino custodiva ancora un prezioso polittico dipinto dal pittore ogliastrino Andrea Lussu nel 1602. Il trittico andò distrutto nel 1952 durante la ristrutturazione della chiesa a causa del mancato riconoscimento del suo enorme valore da parte delle maestranze dell’epoca. Elini viene censito da solo fino al 1881 anno in cui diventa frazione di Ilbono.

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