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Sagre paesane- Festa di San Gavino Martire Sant'Agostino


San Gavino Martire

La chiesetta al centro del paese è stata dedicata a San Gavino Martire patrono del paese. Secondo un’antica leggenda popolare San Gavino avrebbe salvato Elini dalla piena del Flumendosa deviando il corso delle acque altrove. I festeggiamenti in onore del santo si svolgono il 25 ottobre e da qualche anno si limitano alla cerimonia religiosa. La statua del Santo viene portata in processione per le vie del paese accompagnata dal melodioso suono delle launeddas In realtà San Gavino era un soldato romano. La sua storia è legata a quella dei santi Proto e Gianuario. Il primo era un presbitero e il secondo un diacono, entrambi turritani. Furono fatti arrestare dal governatore della Sardegna Barbaro perché non rispettando gli editti anticristiani di Diocleziano e Massimiano, continuavano a predicare la fede cristiana. Nel carcere conobbero Gavino che colpito dalla loro fede decise di convertirsi e liberarli. Accusato di tradimento dal governatore romano fu condannato a morte insieme ai due prigionieri . L’esecuzione avvenne il 25 ottobre a Porto Torres, dove Gavin fu decapitato. Nell’iconografia classica Gavino viene raffigurato vestito da soldato, a volte a cavallo con la lancia con bandiera in mano. Gli anziani di Elini ricordano molto bene una statua di San Gavino a cavallo. Anch’essa andata dispersa.

Sant'Agostino Vescovo di Ippona

Un’altra ricorrenza è legata ai festeggiamenti in onoredi Sant’Agostino vescovo di Ippona che si svolgono ad Elini il 28 agosto. Non si conosce il motivo di tale scelta. Secondo l’autore lanuseino Angelino Usai, la vecchia chiesa di Elini fu edificata proprio da vescovi agostiniani. «(…) nella seconda metà del V secolo – quando giunsero in Sardegna i 120 vescovi – fra i quali figura quello di Ippona che portava con sé i venerati resti del suo grande predecessore S. Agostino – espulsi dall’Africa perché non vollero accettare l’arianesimo imposto da Trasamondo. Questi Vescovi (…) pare che siano penetrati nelle regioni più aspre dell’Isola col proposito di diffondere la buona novella del Cristianesimo.(…) Le località dove essi sostarono più a lungo erano considerate sedi Episcopali pur non avendo né Curia, né Capitolo. Ad essi potrebbe essere attribuita la costruzione dei leggendari Vescovadi di “Miriansis Ecclesiae” e di “Squillastrum” che, con molta probabilità, erano ubicati: il primo fra Seui ed Ulassai e precisamente (…) dove sorge la chiesetta di San Salvatore, ora anche di S. Girolamo, ed il secondo in Elini – piccolo centro di origine remota, collocato in una valle ubertosa e tranquilla- (…)». Anche questa ipotesi, in attesa di ulteriori studi, non può essere confermata in quanto in altri testi, dove si parla dei vescovadi non vengono indicati né il nome attribuitoli né il luogo in cui furono creati. La scelta di festeggiare S. Agostino, quindi, non trova una spiegazione esaustiva. In passato erano i giovani ad occuparsi dei festeggiamenti. Era un’occasione d’incontro e, spesso durante i balli venivano dedicate poesie d’amore cantate alle giovani del paese, così come era usanza fare anche in altre feste.